Temporary e Fractional Management: una leva strategica per la competitività delle imprese
2/14/20266 min leggere
In molte imprese, oggi, la sfida non consiste più soltanto nell’individuare nuove opportunità, ma nel disporre delle competenze manageriali necessarie per trasformarle in risultati concreti.
La velocità con cui evolvono mercati, tecnologie e modelli di business genera una complessità che spesso cresce più rapidamente delle strutture interne, mettendo sotto pressione i tradizionali assetti organizzativi.
In questo contesto, la disponibilità di competenze specialistiche e di una leadership esperta diventa un fattore competitivo determinante, perché incide direttamente sulla capacità dell’azienda di prendere decisioni efficaci, governare il cambiamento e sostenere percorsi di crescita ambiziosi.
È proprio in questo scenario che il temporary management e il fractional management stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante. Non rappresentano soluzioni emergenziali, ma leve strategiche attraverso cui le imprese possono accedere, in modo mirato e flessibile, a competenze manageriali di alto livello.
Queste figure consentono di affrontare fasi di transizione, accelerare progetti strategici e colmare gap organizzativi senza appesantire la struttura, mantenendo al contempo un forte orientamento ai risultati e alla creazione di valore.
1. Che cos'è il Temporary e il Fractional Management
Il temporary manager è un professionista con esperienza consolidata, chiamato a ricoprire un ruolo manageriale per un periodo definito, con l’obiettivo di gestire una fase critica, un progetto strategico o una transizione organizzativa.
Il fractional manager, invece, mette a disposizione le proprie competenze in modalità “part-time strategico”: non è presente full-time in azienda, ma interviene con continuità su specifiche aree, garantendo un presidio manageriale di alto livello senza l’impegno di una figura interna a tempo pieno.
Entrambe le soluzioni condividono un principio: portare competenze manageriali di alto profilo esattamente quando servono, per il tempo necessario, con un approccio orientato ai risultati.
2. Come si integra nella struttura aziendale
Uno dei principali punti di forza del temporary e del fractional management è la capacità di inserirsi rapidamente nella struttura aziendale, assumendo un ruolo pienamente operativo e contribuendo da subito alla gestione delle attività strategiche.
A differenza della consulenza tradizionale, queste figure non si limitano a formulare raccomandazioni: entrano nei processi, prendono decisioni, guidano le persone e, in questo ruolo:
Assumono responsabilità operative e decisionali, con un mandato chiaro e obiettivi misurabili;
Collaborano in modo diretto con imprenditore, direzione e team interni, garantendo continuità e allineamento;
Portano metodologie, strumenti e best practice già consolidate, accelerando l’adozione di nuovi approcci;
Mantengono una prospettiva neutrale e indipendente, libera da dinamiche interne e condizionamenti.
Questa forma di integrazione consente di ottenere un duplice risultato: guidare il cambiamento dall’interno e, allo stesso tempo, rafforzare le competenze dell’organizzazione, grazie a un trasferimento di know-how che rimane in azienda anche dopo la conclusione dell’incarico. È un modello che combina efficacia operativa e sviluppo organizzativo, con un impatto diretto sulla capacità dell’impresa di evolvere in modo strutturato.
3. Attività tipiche di un Temporary / Fractional Manager
Le aree di intervento sono ampie e trasversali, ma presentano un denominatore comune: supportare l’azienda in momenti in cui competenze, visione e capacità di esecuzione devono essere immediatamente disponibili.
Tra le attività più ricorrenti rientrano:
Riposizionamento strategico e sviluppo del business, con la definizione di nuovi modelli di crescita e l’ottimizzazione delle linee esistenti;
Riorganizzazione dei processi e miglioramento delle performance operative (es. Area AFC), attraverso l’introduzione di metodologie e strumenti orientati al controllo di gestione e all’efficienza;
Gestione della transizione generazionale, con un presidio manageriale che garantisce continuità e supporta il passaggio di responsabilità;
Digital transformation e innovazione, dalla revisione dei processi alla selezione di soluzioni digitali avanzate che supportano l’operatività e migliorano la qualità dei dati (es. sistemi ERP integrati);
Ristrutturazioni finanziarie e gestione della crisi, con interventi mirati a ripristinare equilibrio economico e sostenibilità;
Sviluppo commerciale e internazionalizzazione, per ampliare mercati, canali e opportunità di crescita;
Costruzione o rafforzamento delle funzioni manageriali, come nel caso dell’introduzione di figure chiave (ad esempio CFO) o della strutturazione di nuove aree aziendali.
Il valore aggiunto di queste figure non risiede soltanto nella competenza tecnica, ma nella capacità di agire con rapidità, assumere responsabilità dirette e guidare l’esecuzione.
Il temporary o fractional manager porta un approccio orientato ai risultati, con la consapevolezza che il proprio mandato è misurabile, circoscritto e finalizzato a generare un impatto concreto.
4. I benefici per l'azienda
L’adozione di modelli di temporary o fractional management consente alle imprese di rafforzare rapidamente il presidio manageriale in ambiti strategici, mantenendo un equilibrio efficace tra tempestività d’intervento e sostenibilità dei costi.
Tra i benefici più rilevanti si possono evidenziare:
Accesso immediato a competenze di alto livello, senza i tempi e gli oneri tipici di un inserimento permanente;
Maggiore flessibilità economica, con un impegno modulabile in funzione delle reali esigenze aziendali;
Riduzione dei tempi di esecuzione dei progetti strategici, grazie a un approccio operativo e orientato ai risultati;
Maggiore oggettività nelle decisioni, favorita da una prospettiva esterna e indipendente;
Trasferimento strutturato di know‑how, che rafforza le competenze interne e trasmette un patrimonio duraturo di metodo e strumenti;
Mitigazione del rischio nelle fasi di cambiamento o crisi, grazie a un presidio manageriale esperto e immediatamente operativo;
Costruzione o rafforzamento delle funzioni manageriali, come nel caso dell’introduzione di figure chiave (ad esempio CFO) o della strutturazione di nuove aree aziendali.
In uno scenario in cui le imprese devono adattarsi con prontezza a nuove dinamiche competitive, la possibilità di innestare rapidamente competenze manageriali qualificate consente alle imprese di affrontare le sfide con maggiore solidità e di trasformare il cambiamento in un’opportunità di crescita.
5. Gli incentivi statali in arrivo: il credito d’imposta per il Temporary Management
La cornice normativa: la Proposta di legge n. 2474
Il tema del rafforzamento delle competenze manageriali nelle PMI sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel dibattito istituzionale. In questo contesto si colloca la Proposta di legge (PDL) n. 2474, attualmente all’esame della Camera, che nasce dall’esigenza di rafforzare la capacità delle imprese di affrontare mercati sempre più complessi, introducendo strumenti e competenze tipiche delle organizzazioni più strutturate. In particolare, la proposta:
Riconosce il Temporary Management come leva strategica per sostenere la competitività e guidare il cambiamento;
promuove l’adozione di assetti organizzativi più evoluti, ovvero assetti gestionali basati su:
ruoli e responsabilità chiaramente definiti;
processi e procedure organizzative formalizzate;
strumenti di pianificazione, controllo e monitoraggio delle performance;
governance più strutturata, basata su processi decisionali condivisi, che riducano la dipendenza esclusiva dall’imprenditore;
Facilita l’accesso delle PMI a competenze manageriali qualificate, anche esterne, per colmare gap organizzativi e accelerare percorsi di sviluppo;
definisce gli indirizzi generali per future misure di sostegno, lasciando al legislatore e al Governo il compito di individuare gli strumenti operativi più adeguati.
La proposta di credito d’imposta: la misura tecnica in discussione
Parallelamente all’iter della PDL 2474, negli ultimi mesi il Governo ha avviato un confronto strutturato con associazioni di categoria, ordini professionali e stakeholder per valutare l’introduzione di un credito d’imposta dedicato alle imprese che si avvalgono di temporary manager qualificati.
L’iniziativa nasce con l’intento di sostenere i processi di innovazione, digitalizzazione, riorganizzazione e rilancio competitivo, in particolare nelle PMI, che spesso non dispongono internamente delle competenze manageriali necessarie per affrontare fasi di trasformazione complessa.
La misura, attualmente in fase di definizione, si articolerebbe nei seguenti punti chiave:
Credito d’imposta per le imprese che inseriscono temporary manager qualificati, con percentuali differenziate in base alla dimensione aziendale;
Priorità ai progetti di transizione digitale, internazionalizzazione, riorganizzazione e sviluppo organizzativo, ambiti in cui il contributo di un manager esterno può accelerare risultati e ridurre rischi;
Possibile estensione anche a interventi di gestione della crisi, passaggi generazionali e ristrutturazioni, temi oggi centrali per la competitività del tessuto produttivo.
Pur essendo ancora in fase di definizione, il nuovo credito d’imposta conferma una tendenza ormai evidente: il temporary management non è più considerato una soluzione emergenziale, ma una leva strutturale per la competitività delle imprese italiane.
In questo senso, il credito d’imposta non rappresenta soltanto un sostegno economico, ma un segnale politico preciso: favorire l’ingresso di competenze manageriali esterne significa rafforzare la capacità delle imprese di innovare, crescere e competere con solidità e maggiore consapevolezza.
6. Il valore strategico del Temporary e Fractional Management
Il Temporary e il Fractional Management rappresentano oggi una risposta concreta alle esigenze di imprese che devono evolvere rapidamente, senza appesantire la struttura e senza rinunciare a competenze di alto livello.
Queste formule permettono di introdurre in azienda una leadership esperta, capace di affrontare situazioni complesse, guidare progetti critici e trasferire metodo e visione in tempi brevi.
L’apporto di un manager temporaneo o frazionato non si limita alla consulenza: porta capacità di esecuzione, presidio operativo e un approccio orientato ai risultati.
Le imprese che scelgono questa strada accelerano i processi decisionali, rafforzano l’organizzazione e acquisiscono competenze che restano anche dopo la conclusione dell’incarico.
In un contesto competitivo che richiede rapidità, adattamento e scelte consapevoli, il Temporary e il Fractional Management non sono una soluzione transitoria. È un investimento strategico per costruire valore, consolidare la governance e sostenere la crescita.
La tua impresa sta affrontando una fase di trasformazione, un progetto strategico o un percorso di crescita che richiede competenze manageriali qualificate?
Evolture può supportarti con professionisti esperti, capaci di generare risultati concreti e trasferire valore duraturo all’organizzazione.
Se invece sei un professionista con esperienza manageriale e desideri collaborare con noi come Temporary o Fractional manager, contattaci: siamo sempre interessati a incontrare nuove competenze e visioni.
